IL GIOCO DEL LOTTO
Napoli è la città del folklore e del gioco che ha sempre avuto schiere infinite di adepti di ogni
estrazione sociale. Basti pensare alla fortuna del lotto, il gioco genovese cinquecentesco, che
trapiantato a Napoli ha creato attorno a sé una vera e propria mitologia, una vera filosofia.
Il popolo di Napoli credeva tanto ciecamente che ogni cosa avesse un riferimento nel lotto che il
governo era costretto a sospendere le scommesse su fatti di cronaca troppo giocati per non rischiare
il fallimento delle casse detto Stato.
Gioco basato sul libro della Smorfia (probabilmente da Morfeo,
il Dio del sogno) che spiega i sogni e che indica tutti i numeri che corrispondono a personaggi e
avvenimenti della vita quotidiana. Ogni napoletano sa che la smorfia è una chiave per tradurre sogni o
eventi in numeri da giocare al lotto, e che Smorfia è anche un libro, da consultare per conoscere la chiave.
Forse invece non tutti sanno che l'apparente banalità di quel volume riassume le diverse tradizioni confluite
nel gioco: quella orale, che collega i numeri ai fatti della vita quotidiana, e quella "colta", elitaria ed
esoterica che, per indovinare i numeri, usa la cabala.